L’allenamento mentale ai tempi della quarantena

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L’allenamento mentale ai tempi della quarantena

esultanza

E’ durissima ragazzi, lo so, ma si tratta di una tragedia rispetto alla quale non possiamo fare nulla se non attenerci alle regole e rimanere a casa. Si tratta di un evento estraneo al nostro controllo, come una partita rinviata per nebbia o una vincita al Superenalotto. In momenti così, non ci resta altro che concentrarci su ciò che dipende da noi: affetti, interessi, alimentazione, allenamenti, mantenimento di un umore accettabile.
E’ una fase molto difficile perché viene a mancare o a diminuire quella che è la valvola fondamentale di qualsiasi sportivo: la motivazione. Tuttavia si può intervenire. Esistono due tipi di motivazione: quella estrinseca e quella intrinseca. Per motivazione estrinseca s’intende una motivazione legata all’ambiente e all’evento; la motivazione intrinseca, invece, prescinde dall’evento ed è rintracciabile dentro di sé. Per un atleta la motivazione intrinseca, in questo momento, può essere rappresentata dal desiderio di essere al top fisicamente in vista della ripresa dell’attività agonistica non per mostrare al mister la propria condizione, ma per il piacere intimo e privato di sentirsi più forti di qualsiasi avversità. È fondamentale slegarsi dal “mondo esterno” e trovare dentro di sé la spinta che porta a svegliarsi presto al mattino e fare due ore di allenamento al limite delle proprie possibilità. Venendo a mancare l’immediatezza del riscontro, è necessario sfidare se stessi.
Bisogna lavorare e vivere giorno per giorno dandosi obiettivi quotidiani e vivendo nel “qui e ora”. Gli esercizi e gli allenamenti che inviano società e preparatori atletici sono importanti, ma è ancora più importante porsi al cospetto dei propri limiti e tentare di superarli. Un esempio banale: oggi in un’ora di cyclette hai fatto 29,4 chilometri? Bene, domani imponiti di abbattere il muro dei 30 km e vedrai che se ci riuscirai ne trarrai grande soddisfazione.
Anche dal punto di vista più prettamente mentale si possono utilizzare degli accorgimenti utili a essere in buone condizioni di forma alla ripresa dell’attività.
Stavi disputando una grande stagione e il Covid 19 ha fermato l’annata sul più bello? Non “rosicare”, non utilizzare un linguaggio interno negativo (“che sfiga, proprio quest’anno che andavo a mille”), ma utilizza il ricordo delle tue prestazioni migliori come propulsivo per ripartire ancora più forte (“ho dimostrato a me stesso di valere. Non appena ne avrò l’occasione, alzerò ulteriormente l’asticella”).
La tua è stata una stagione negativa costellata di infortuni e panchine? Approfitta di questo periodo di pausa forzata per ricrearti una verginità e ripartire da zero. Presto inizierai a scrivere un altro romanzo; fai tutto ciò che è nelle tue possibilità per scrivere un nuovo, appassionante libro il giorno in cui tornerai in campo. L’importante, ora, è resettare tutto.
Dal punto di vista del rendimento mentale uno dei grandi segreti è il dialogo interno. E’ necessario trasformare il linguaggio interno negativo ( “non devo più sbagliare” ) in positivo ( “voglio fare grandi partite ed esprimere il meglio di me stesso”). Ovvio, non deve trattarsi di una positività di facciata, ma di una positività fondata sulla capacità di focalizzarsi sui propri punti di forza e di riconoscere i propri limiti al fine di superarli.
Infine “visualizzate”. In questa pagina abbiamo spesso parlato di visualizzazione e vi garantisco che mai come in un periodo di inazione la visualizzazione può essere utile. Mettetevi sul divano tranquilli per una decina di minuti, tenete preferibilmente gli occhi chiusi, evitate bambini o fidanzate/i che vi girano attorno e visualizzate la prima partita dopo la quarantena. Immaginate di giocare al meglio delle vostre possibilità, vi viene tutto facile, fate le cose che sapete fare, dribblate, saltate di testa, anticipate l’uomo, una vostra punizione va a infilarsi nel sette.
La “visualizzazione” è una tecnica molto utile per due motivi; da una parte permette di alzare il livello dell’umore poiché genera adrenalina; dall’altra consente di riprendere confidenza con il gesto tecnico. Fate in modo di provare la sensazione del piede che impatta perfettamente sul pallone, guardate il portiere di fronte a voi che si allunga ma non ci arriva, sentite l’urlo dei compagni e dei tifosi mentre la palla gonfia la rete. Per una visualizzazione particolarmente efficace, usate tutti i sensi e vivetela in prima persona. Non siete in platea a guardare voi stessi giocare, siete in campo, dentro il film, sentite l’odore dell’erba e visualizzate il momento tanto atteso in cui, dopo mesi di reclusione, un compagno tornerà ad abbracciarvi dopo un gol

Marco Cassardo
Marco Cassardo
è scrittore e mental coach dei calciatori. Si è formato in Coaching e Programmazione Neurolinguistca (PNL) conseguendo i titoli di Coach Certificato ICF (International Coach Federation) e Master Practitioner in PNL. Ha scritto il saggio sportivo "Belli e dannati" (Limina, 1998, 2003) e tre romanzi: "Va a finire che nevica" (Cairo 2007), "Mi manca il rosso" (Cairo 2009),"Un uomo allegro" (Miraviglia Editore, 2014). Nel marzo 2016 è uscito il suo libro dedicato all'allenamento mentale dei calciatori: "Campioni si diventa" (Cairo).

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