Gli errori sono il nostro tesoro

Atalanta goalkeeper Marco Sportiello saves a penalty kicked by Napoli's Gonzalo Higuain during a Serie A soccer match in Bergamo, Italy, Wednesday, Oct. 29, 2014. (AP Photo/Felice Calabro')
Gli errori sono il nostro tesoro
27 dicembre 2017
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Gli errori sono il nostro tesoro

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“L’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla”. E’ una frase del compositore inglese John Powell che tutti i calciatori dovrebbero imparare a memoria e ripetere a sé stessi cento volte al giorno.
Molti ragazzi vengono da me raccontandomi che il loro principale problema è la paura di sbagliare, una paura che nella maggior parte dei casi diventa una vera e propria zavorra che impedisce di essere liberi e spensierati, di giocare come si sa, di divertirsi come da bambini, quando l’unico obiettivo era giocare fino a sera.
La conseguenza della paura di sbagliare è micidiale: gambe di piombo, tendenza a nascondersi, battito accelerato, giocate elementari e prestazioni anonime. Non solo, prefigurare errori determina errori. Proprio cosi; se temi e immagini strafalcioni, molto probabilmente sbaglierai uno stop o un passaggio di due metri; se invece auspichi e immagini giocate autorevoli, è probabile che dal tuo repertorio usciranno giocate importanti.
La vera svolta sta nel considerare gli errori il più importante patrimonio a nostra disposizione. Soltanto attraverso l’analisi degli errori si può perseguire la strada del miglioramento. Sentite quest’altra bellissima frase detta dal tenore americano Robert Brault: “Fare un errore diverso ogni giorno non è solo accettabile, è la definizione di progresso”.
Sembra un paradosso, ma il vero punto d’arrivo è quello di accogliere con gioia gli errori in quanto primo passo verso il miglioramento.
Facciamo l’esempio di un calciatore il cui punto debole è il cross di sinistro. Siamo tutti d’accordo sul fatto che dopo 1000 cross sarà diventato più forte. Ebbene, se dopo dieci errori invece di deprimersi penserà che mancano 990 cross al momento in cui potrà dirsi migliorato, affronterà l’undicesimo cross con lo stato d’animo giusto e una gran voglia di continuare il lavoro di crescita. Se invece penserà che ne ha già sbagliati dieci, andrà sulla palla a spalle basse e con la sensazione di essere negato.
Vuoi migliorare? Sbaglia, fregatene del giudizio altrui. Prova e riprova mille volte fino a che tutto diventerà semplice. Nulla diventa facile se prima non è stato difficile.
Quando eravamo piccoli, guidare la bicicletta ci sembrava un’impresa enorme; dopo qualche mese, potevamo farlo staccando le mani dal manubrio.

Marco Cassardo
Marco Cassardo
è scrittore e mental coach dei calciatori. Si è formato in Coaching e Programmazione Neurolinguistca (PNL) conseguendo i titoli di Coach Certificato ICF (International Coach Federation) e Master Practitioner in PNL. Ha scritto il saggio sportivo "Belli e dannati" (Limina, 1998, 2003) e tre romanzi: "Va a finire che nevica" (Cairo 2007), "Mi manca il rosso" (Cairo 2009),"Un uomo allegro" (Miraviglia Editore, 2014). Nel marzo 2016 è uscito il suo libro dedicato all'allenamento mentale dei calciatori: "Campioni si diventa" (Cairo).

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